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DON’T LOOK UP

il film del regista statunitense Adam McKay, con la partecipazione di un cast eccezionale,  ha il pregio di toccare con leggerezza e umorismo il tema di un’ Apocalisse che potrebbe venir  causata da  una nuova cometa in arrivo dallo spazio, che si dirige a grande velocità e con estrema decisione verso la Terra, scoperta da due astronomi :  Randall Mindy (Leonardo Di Caprio) e Kate Dibiasky (Jennifer Lawrence).

Sembrerebbe facile diffondere la notizia della cometa attraverso i mass media, comunicare la scoperta ai vertici politici ed alla Presidente degli USA in carica  Janie Orlean ( Meryl Streep), aspettarsi quindi una vigorosa risposta della NASA per salvare il pianeta, deviando la massa del corpo celeste ostile dopo averla frantumata con qualche bomba atomica di ultima generazione, un bel finale esplosivo e consolatorio, gli Usa salveranno il Mondo, come al solito.

Il rischio della trama banale tipica dei filmoni apocalittici americani era alto, ma DON’T LOOK UP ci salva da questo plot visto e rivisto dagli anni 60 ad oggi, per fortuna.

La diffusione della notizia della  possibile FINE DEL MONDO invece sarà piena di ostacoli, per calcoli politici sbagliati, a causa dell’inettitudine della comunicazione televisiva superficiale e del cinismo della classe politica, per la paura del panico collettivo, per un diffuso atteggiamento negazionista che ormai conosciamo bene. Molto divertenti le caratterizzazioni dei due popolari conduttori televisivi interpretati da Cate Blanchett e Tyler Perry  in modo strepitoso.

Come se ciò non bastasse, alla già difficile situazione si aggiunge anche la tendenza al complottismo della opinione pubblica accompagnata dalla diffidenza dei cittadini americani per la cultura ufficiale che sia quella di un astronomo, di un virologo o di uno storico.

Ci riferiamo alla situazione di origine Trumpiana, in senso lato,  nata negli Usa che poi ha trovato sponda in tutto il mondo occidentale con enormi conseguenze politiche e sociali anche in Italia.

Nessuno vuole credere al reale rischio di un’ Apocalisse e i due scienziati verranno dileggiati, perseguitati,arrestati, rileggittimati, strumentalizzati più volte nel corso del film.

Nonostante le resistenze siano tante, la cometa continua a correre nello spazio sempre più ostinatamente, anzi sembra quasi aumentare la velocità, a mano a mano nasce nello spettatore il desiderio che questa umanità colpita da un’epidemia collettiva di idiozia acuta, venga finalmente spazzata via per sempre.

La follia collettiva si trasforma molto presto in panico incontrollabile davanti all’evidenza, la cometa dopo qualche mese finalmente è visibile nel cielo del nostro pianeta, nessuno può più negarla, la missione mondiale per il bombardamento della cometa fallisce per colpa degli interessi economici del plurimiliardario  finanziatore della Casa Bianca e del suo programma spaziale.

L’avidità degli industriali, dei magnati, dei miliardari-filosofi alla Jobs, Zuckemberg, Bezos, Musk spingerà ad una SECONDA MISSIONE SALVAMONDO per motivi puramente economici, usando mirabolanti tecnologie per appropriarsi dei preziosi metalli contenuti nella roccia dell’ asteroide da parte degli USA, incuranti dei rischi che corre tutto il resto dell’Umanità.

La conclusione è spiazzante, con un bel finale a sorpresa anche se inevitabile e direi molto divertente con un minimo di giustizia cosmica che soddisfa i desideri profondi di vendetta degli spettatori.

La debolezza del film  risiede  nella sua superficialità che non riesce a soddisfare i palati più esigenti, l’attacco alla società americana non è radicale, deciso, non riesce ad arrivare fino in fondo e tutto viene ricondotto nei limiti della commedia inoffensiva, senza affondare il coltello nella piaga in modo incisivo.

Il film cita anche  il mitico Dottor Stranamore di Kubrick  girato nel  1964, in piena Guerra Fredda, che paventava la possibilità non tanto remota di un olocausto nucleare, usando il linguaggio della comicità del camaleontico Peter Sellers, dialoghi surreali e grotteschi che attaccavano al cuore l’arroganza e soprattutto la stupidità dei politici e della classe militare, uno dei temi preferiti dal grande regista.

A parte la qualità ovviamente superiore del film di Kubrick non possiamo non notare come l’ astronauta cowboy-eroe Colonnello Ben Drask (Ron Perlman) della prima missione anti-cometa di Don’t Look up sia un diretto derivato del personaggio del Maggiore  detto “King” Kong , che cavalca come in un rodeo la bomba nucleare in caduta libera, nell’apocalittica scena finale del Dottor Stranamore.

In sintesi DON’T LOOK UP non convince fino in fondo, anche se possiamo lodare il tentativo di affrontare il tema della follia della società contemporanea che pur sapendo di viaggiare verso l’autodistruzione non può e non vuole fermarsi.

Si tratta di  un buon prodotto, gradevole da guardare senza le pretese di cambiare il mondo,
un film che lascia tutto come trova, per riflettere almeno 5 o 6 minuti, non di più, sul presente e futuro.

DON’T LOOK UP  (USA 2021)

GENERE: COMMEDIA  INDOLORE

Piattaforma NETFLIX

Voto 7

 

 

 

 

Di Tixi